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Dio dona misericordia

Lunedì della V settimana di Pasqua

4 Maggio 2026

At 21, 17-34; Sal 121 (122); Gv 8, 21-30

Afferrarono Paolo, lo trascinarono fuori dal tempio e subito furono chiuse le porte. Stavano già cercando di ucciderlo, quando fu riferito al comandante della coorte che tutta Gerusalemme era in agitazione. Immediatamente egli prese con sé dei soldati e dei centurioni e si precipitò verso di loro. Costoro, alla vista del comandante e dei soldati, cessarono di percuotere Paolo. Allora il comandante si avvicinò, lo arrestò e ordinò che fosse legato con due catene; intanto si informava chi fosse e che cosa avesse fatto.

La conversione di Paolo non è senza conseguenze, ma la sua presenza suscita timore e rifiuto. Da subito, egli sperimenta la radicalità dell’essere cristiano, l’impossibilità di seguire il Signore senza che ciò susciti scandalo, perché mette in gioco tutta la vita.
Ciascuno può considerare in quale misura anche la propria identità cristiana sia della stessa radicalità, non tanto perché la prova della propria autenticità sta nel creare situazioni di conflitto esplicito, piuttosto perché sempre, quando si vuole seguire il Signore senza nascondersi dietro mezze misure, si è posti davanti a una scelta che non ammette accomodamenti, soprattutto quelli che ci si vorrebbe concedere in prima persona, ostacolando la reale adesione al vangelo.

Preghiamo

Chiedete pace per Gerusalemme:
vivano sicuri quelli che ti amano;
sia pace nelle tue mura,
sicurezza nei tuoi palazzi.  

dal Salmo 121 (122)