At 8, 9-17; Sal 67 (68); Gv 5, 31-47
Gli prestavano attenzione, perché per molto tempo li aveva stupiti con le sue magie. Ma quando cominciarono a credere a Filippo, che annunciava il vangelo del regno di Dio e del nome di Gesù Cristo, uomini e donne si facevano battezzare. (At 8, 12-13)
Gli Atti degli Apostoli descrivono la differenza tra la fede in Gesù e l’affidarsi alla magia: coloro che dapprima si rivolgevano a Simone, perché era capace di stupirli, si convertono e si fanno battezzare quando scoprono il Regno di Dio grazie all’annuncio di Filippo.
Quella parola interpella ciascuno, perché mette in gioco l’alternativa netta tra la fede e la magia: forse, nella pratica, quella scelta non è così definita, ma spesso si riduce la fede nel vangelo di Gesù a una pratica che possa assicurare in modo magico la protezione dalle disgrazie. Oggi è il giorno per scoprire che – proprio rifiutando ogni residuo di magia – il vangelo dà pienamente la vita, perché coinvolge nel profondo la libertà.
Preghiamo
Sorga Dio e siano dispersi i suoi nemici
e fuggano davanti a lui quelli che lo odiano.
Come si dissolve il fumo, tu li dissolvi;
come si scioglie la cera di fronte al fuoco,
periscono i malvagi davanti a Dio.
dal Salmo 67 (68)

