At 10, 1-23a; Sal 86 (87); Gv 6, 60-69
Mentre Pietro si domandava perplesso, tra sé e sé, che cosa significasse ciò che aveva visto, ecco gli uomini inviati da Cornelio: dopo aver domandato della casa di Simone, si presentarono all’ingresso, chiamarono e chiesero se Simone, detto Pietro, fosse ospite lì. Pietro stava ancora ripensando alla visione, quando lo Spirito gli disse: «Ecco, tre uomini ti cercano; àlzati, scendi e va’ con loro senza esitare, perché sono io che li ho mandati». Pietro scese incontro a quegli uomini e disse: «Eccomi, sono io quello che cercate. Qual è il motivo per cui siete venuti?». Risposero: «Il centurione Cornelio, uomo giusto e timorato di Dio, stimato da tutta la nazione dei Giudei, ha ricevuto da un angelo santo l’ordine di farti venire in casa sua per ascoltare ciò che hai da dirgli». Pietro allora li fece entrare e li ospitò. (At 10, -23a)
Dopo la visione che concederà a Pietro di intuire come il Signore coinvolga davvero tutti nella sua volontà di salvezza, tanto da arrivare senza ulteriori mediazioni fino ai pagani, ecco che si presenta a lui la prima occasione per considerare, come attesta la Scrittura, che anche al di là di confini predefiniti sia possibile essere giusti e timorati di Dio, come nel caso di Cornelio. Pietro dimostra allora immediatamente la sua disponibilità e, grazie a quell’inizio, la buona notizia di Gesù continuerà a diffondersi, con ampiezza crescente.
Non sempre è facile interpretare gli imprevisti che escono dai propri schemi come occasioni dell’azione della grazia del Signore nella storia, ma quella è una conseguenza diretta nella fede nel Signore entrato nella storia per salvarla, senza esclusioni. Oggi è forse il giorno per lasciarsi coinvolgere anche da ciò che, di primo acchito, preferiremmo rifiutare perché interrompe i nostri piani.
Preghiamo
Il Signore registrerà nel libro dei popoli:
«Là costui è nato».
E danzando canteranno:
«Sono in te tutte le mie sorgenti».
dal Salmo 86 (87)

