At 9, 10-16; Sal 31 (32); Gv 6, 22-29
In quei giorni. C’era a Damasco un discepolo di nome Anania. Il Signore in una visione gli disse: «Anania!». Rispose: «Eccomi, Signore!». E il Signore a lui: «Su, va’ nella strada chiamata Diritta e cerca nella casa di Giuda un tale che ha nome Saulo, di Tarso; ecco, sta pregando e ha visto in visione un uomo, di nome Anania, venire a imporgli le mani perché recuperasse la vista». (At 9, 10-14)
Nessuna vocazione accade in solitudine: l’esperienza cristiana, legame fondamentale con Gesù, non può definirsi al di fuori della relazione con gli altri. Anania non è un accessorio nell’esperienza di Paolo, ma è decisivo per accompagnarlo a vedere davvero, fino a riconoscere in quel Gesù che perseguitava la sorgente della vita.
Oggi è il giorno per verificare se qualcuno può necessitare di noi per essere realmente discepolo del Signore e, insieme, per considerare a chi possiamo chiedere aiuto per avere luce sulla nostra vita.
Preghiamo
«Ti istruirò e ti insegnerò la via da seguire;
con gli occhi su di te, ti darò consiglio».
Rallegratevi nel Signore ed esultate, o giusti!
Voi tutti, retti di cuore, gridate di gioia!
dal Salmo 31 (32)

