At 9, 1-9; Sal 26 (27); Gv 6, 16-21
E avvenne che, mentre era in viaggio e stava per avvicinarsi a Damasco, all’improvviso lo avvolse una luce dal cielo e, cadendo a terra, udì una voce che gli diceva: «Saulo, Saulo, perché mi perséguiti?». Rispose: «Chi sei, o Signore?». Ed egli: «Io sono Gesù, che tu perséguiti! Ma tu àlzati ed entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare». (At 9, 3-5)
La chiamata di Paolo è un evento repentino, che cambia la vita al punto di doverla fare fermare, quasi con violenza, per mettere fine all’esperienza precedente: la vita nuova che sperimenterà Paolo ha una data di inizio ben precisa. Allo stesso tempo, però, quell’evento subito si inserisce nella storia, perché la voce di Gesù gli annuncia che entrando nella città scoprirà cosa dover fare, potrà iniziare, passo per passo, giorno per giorno, a costruire quella vita nuova rispondendo alla voce che lo ha cambiato.
Così può essere per ciascun cristiano: saper riconoscere il momento decisivo, di una conversione netta in favore di Gesù, ma allo stesso tempo riuscire a costruire giorno per giorno, con fedeltà, a partire da quell’inizio.
Preghiamo
Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura?
dal Salmo 26 (27)

