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Benedite il Signore

Sabato della IV settimana di Pasqua

2 Maggio 2026

At 11, 27-30; Sal 132 (133); 1Cor 12, 27-31; 14, 1a; Gv 7, 32-36

Fratelli, voi siete corpo di Cristo e, ognuno secondo la propria parte, sue membra. Alcuni perciò Dio li ha posti nella Chiesa in primo luogo come apostoli, in secondo luogo come profeti, in terzo luogo come maestri; poi ci sono i miracoli, quindi il dono delle guarigioni, di assistere, di governare, di parlare varie lingue. Sono forse tutti apostoli? Tutti profeti? Tutti maestri? Tutti fanno miracoli? Tutti possiedono il dono delle guarigioni? Tutti parlano lingue? Tutti le interpretano? Desiderate invece intensamente i carismi più grandi. E allora, vi mostro la via più sublime. Aspirate alla carità. (1Cor 12,27-31)

Oggi si può essere colpiti dalle due linee di tensione esposte da Paolo: da una parte una pluralità ricchissima, il corpo di Cristo è composto da varietà e differenze, rifiuta l’uniformità; dall’altra parte, però, la sintesi più stringente, nell’aspirazione alla carità.
Non si tratta di un colpo da maestro, che ammalia con i concetti ma si distacca dalla realtà: al contrario, la carità è il tessuto comune di ogni membro della chiesa, perché si tratta innanzitutto dell’unico amore del Signore, di cui ciascuno può fare esperienza e di cui, di conseguenza, ciascuno, a partire dalla propria specificità, può rendere concreto.

Preghiamo

Ecco, com’è bello e com’è dolce
che i fratelli vivano insieme!  

dal Salmo 132 (133)