At 11, 1-18; Sal 66 (67); Gv 7, 25-31
Gli apostoli e i fratelli che stavano in Giudea vennero a sapere che anche i pagani avevano accolto la parola di Dio. E, quando Pietro salì a Gerusalemme, i fedeli circoncisi lo rimproveravano dicendo: «Sei entrato in casa di uomini non circoncisi e hai mangiato insieme con loro!». (At 11,1-3)
Non è stato facile, per i cristiani proveniente dall’ebraismo, accettare che per i pagani non fosse necessario aderire prima all’alleanza di Mosè, lasciandosi circoncidere, per poi portare a compimento quell’adesione seguendo Gesù. Eppure, il rivelarsi di Dio in Gesù è tanto forte da non necessitare tappe di preparazione preventive, se non il fatto di lasciarsi coinvolgere da lui, per poi riconsiderare tutta la vita.
In fondo, anche oggi è facile non considerare Gesù come il centro decisivo della fede, lasciando che assumano più importanza aspetti morali o formali, proprio oggi è il giorno per ridefinire gli equilibri, concentrando la preghiera e l’agire su ciò che significa l’incontro diretto con Gesù.
Preghiamo
Dio abbia pietà di noi e ci benedica,
su di noi faccia splendere il suo volto;
perché si conosca sulla terra la tua via,
la tua salvezza fra tutte le genti.
dal Salmo 66 (67)

