Es 34, 27 – 35, 1; Sal 35 (36); 2Cor 3, 7-18; Gv 9, 1-38b
Fratelli, se il ministero della morte, inciso in lettere su pietre, fu avvolto di gloria al punto che i figli d’Israele non potevano fissare il volto di Mosè a causa dello splendore effimero del suo volto, quanto più sarà glorioso il ministero dello Spirito? (2Cor 3, 7-8)
Paolo presenta la rivelazione in Gesù, lasciando comprendere la sua grandezza a partire dall’immagine della luce: già Mosè, dopo aver incontrato il Signore, era così raggiante che chi lo incontrava veniva abbagliato; incontrare totalmente il Signore, come accade nell’incontro con Gesù, è un’esperienza ancor più luminosa, al punto da non potere immaginare quanto.
Non si tratta però di visioni eccezionali, ma di quella luce che deriva dall’essere presente nella storia del Signore, perché Gesù ha vissuto la storia di tutti.
Oggi è il giorno per acquistare la vera vista, quella che rende capaci di riconoscere la presenza del Signore, luce più luminosa di ogni altra, così da convertire la propria vita alla vita che non finisce.
Preghiamo
È in te la sorgente della vita,
alla tua luce vediamo la luce.
Riversa il tuo amore su chi ti riconosce,
la tua giustizia sui retti di cuore.
dal Salmo 35 (36)

