Es 34, 1-10; Sal 105 (106); Gal 3, 6-14; Gv 8, 31-59
Fratelli, come Abramo «ebbe fede in Dio e gli fu accreditato come giustizia», riconoscete dunque che figli di Abramo sono quelli che vengono dalla fede. E la Scrittura, prevedendo che Dio avrebbe giustificato i pagani per la fede, preannunciò ad Abramo: «In te saranno benedette tutte le nazioni». (Gal 3, 6-8)
Centrando l’identità di Abramo sulla fede, Paolo esclude che si possa basare il rapporto con il Signore su qualunque tipo di prerogativa. Ciascuno, senza distinzione, può aprire la propria esistenza, lasciandosi incontrare dal Signore, oppure può ritenere di essere già nel giusto, magari per qualche beneficio acquisito da altri, per stirpe o per appartenenza a varie forme istituzionali.
Solo con l’universalità annunciata da Paolo, però, viene realmente resa giustizia alla grandezza del Signore, che non ha limiti di sorta e, proprio in quanto comporta un’adesione personale, facendosi più esigente, in realtà dilata le possibilità della libertà.
Preghiamo
Si ricordò della sua alleanza con loro
e si mosse a compassione, per il suo grande amore.
Li affidò alla misericordia
di quelli che li avevano deportati.
dal Salmo 105 (106)

