At 4, 13-21; Sal 92 (93); Gv 3, 7b-15
Ma Pietro e Giovanni replicarono: «Se sia giusto dinanzi a Dio obbedire a voi invece che a Dio, giudicatelo voi. Noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato». (At 4, 19-20)
Pietro e Giovanni dicono l’impossibilità di mettere a tacere la loro fede in Gesù morto e risorto e che questo, di conseguenza, diventa vita anche per altri, come lo è stato per il paralitico guarito nel nome di Gesù.
I cristiani sono tutti testimoni della Pasqua del Signore e credere in lui significa aver potuto ascoltare la Parola e riconoscerla come buona notizia, per sé e per tutti. Oggi è il giorno per verificare se la vita del Signore morto e risorto, vista e ascoltata, è realmente divulgata, con le parole e con le opere, o se non è invece messa a tacere, soffocata dal disordine di molte altre parole e interessi.
Preghiamo
Davvero degni di fede i tuoi insegnamenti!
La santità si addice alla tua casa
per la durata dei giorni, Signore.
dal Salmo 92 (93)

