At 4, 8-24a; Sal 117 (118); Col 2, 8-15; Gv 20, 19-31
Fratelli, fate attenzione che nessuno faccia di voi sua preda con la filosofia e con vuoti raggiri ispirati alla tradizione umana, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo. È in lui che abita corporalmente tutta la pienezza della divinità, e voi partecipate della pienezza di lui, che è il capo di ogni Principato e di ogni Potenza. (Col 2, 8-9)
È molto frequente accomodare la rivelazione in Gesù con altri stili di vita e con visioni del mondo differenti. La Scrittura, tuttavia, è radicale: interpretare il mondo a partire da Gesù comporta il rifiuto di altre spiegazioni e di altre modalità a partire da cui impostare l’esistenza.
Celebrare la resurrezione di Gesù significa riconoscere che la vita che rimane per sempre è quella che arriva a donarsi fino all’estremo della croce. Ciò non comporta il rifiuto della vita quotidiana, ma la possibilità di vivere ogni giorno a partire da quella logica, senza minimizzarla o addomesticarla con altre prospettive.
Preghiamo
La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.
dal Salmo 117 (118)

