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Il suo amore è per sempre

Mercoledì della II settimana di Pasqua

15 Aprile 2026

At 4, 1-12; Sal 117 (118); Gv 3, 1-7

Allora Pietro, colmato di Spirito Santo, disse loro: «Capi del popolo e anziani, visto che oggi veniamo interrogati sul beneficio recato a un uomo infermo, e cioè per mezzo di chi egli sia stato salvato, sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d’Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi risanato. Questo Gesù è la pietra, che è stata scartata da voi, costruttori, e che è diventata la pietra d’angolo. In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati». (At 4, 8-12)

L’immagine di Gesù come pietra d’angolo non insiste solo sul rovesciamento della logica umana, che invita a riconoscere nobile agli occhi del Signore ciò che abitualmente sarebbe scartato. Si tratta di rischiare ancor di più: si tratta dell’invito a fondare la propria esistenza proprio su quella pietra. Mettersi in gioco in tal senso comporta allora una conversione profonda, quella che accetta il rischio di fondare la propria esistenza a partire da chi ha scelto di rinunciare alla propria vita perché tutti avessero la salvezza, portando a riconoscere che la vita compiuta è quella donata.

Preghiamo

Ti rendo grazie, perché mi hai risposto,
perché sei stato la mia salvezza.
La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.

dal Salmo 117 (118)