Lunedì della settimana dopo la Dedicazione

2Gv 1-13; Sal 79 (80); Gv 1,40-51

Filippo trovò Natanaele e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret». Natanaele gli disse: «Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi». (Gv 1,45)

Veniamo e vediamo, seguiamo e guardiamo, imitiamo e contempliamo; è la prima parola di nostro Signore nel Vangelo di san Giovanni… Sarà l’ultima: «Tu, seguimi», «imitami», dice a san Pietro alla fine dell’ultimo capitolo… Ed è ciò che dice a tutti coloro che vogliono essere suoi discepoli: «Rinunciate a voi stessi, portate la vostra croce e seguitemi… Imitatemi!». È tutta la nostra vita: imitare Gesù e contemplarlo. Compiamo questo programma a ogni ora, a ogni istante, come Maria e Giuseppe che non fecero se non questo tutta la loro vita; come Maddalena, come san Giovanni, come san Paolo. Imitiamo e contempliamo. Contempliamolo: non è lontano, è in noi. Imitiamolo, teniamogli compagnia in noi dove egli risiede, contemplandolo e imitandolo.

(C. de Foucauld, “Stabilirci nell’amore di Dio…”. Meditazioni sul Vangelo di Giovanni, a cura di A. Fraccaro, Glossa, Milano, 2009)

DA FRATELLI TUTTI

Cè un riconoscimento basilare, essenziale da compiere per camminare verso l’amicizia sociale e la fraternità universale: rendersi conto di quanto vale un essere umano, quanto vale una persona, sempre e in qualunque circostanza. (FT 106)

 

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