Giorno aliturgico
Lv 23, 1. 5-8; Ez 45, 18-24; Lv 6, 17-22; Is 63, 1-3a
Il Signore parlò a Mosè e disse: «Il primo mese, al quattordicesimo giorno, al tramonto del sole sarà la Pasqua del Signore; il quindici dello stesso mese sarà la festa degli Azzimi in onore del Signore; per sette giorni mangerete pane senza lievito. Nel primo giorno avrete una riunione sacra: non farete alcun lavoro servile. Per sette giorni offrirete al Signore sacrifici consumati dal fuoco. Il settimo giorno vi sarà una riunione sacra: non farete alcun lavoro servile». (Lv 23, 5-7)
La celebrazione della Pasqua viene definita con chiarezza, come un giorno – un periodo – che scandisce il ritmo di un anno: è il suo centro, perché riporta al centro dell’esistenza, la liberazione donata dal Signore.
Ugualmente i cristiani scoprono nel dono di Gesù sulla croce la Pasqua che ha dato a tutti vita per sempre; rimanere durante i venerdì di quaresima in adorazione della croce significa preparare il proprio spirito, l’intera vita, a saper riconoscere quel dono durante i giorni pasquali.
Preghiamo
Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro.
dal Salmo 50 (51)

