Es 20, 2-24; Sal 18 (19); Ef 1, 15-23; Gv 4, 5-42
Fratelli, avendo avuto notizia della vostra fede nel Signore Gesù e dell’amore che avete verso tutti i santi, continuamente rendo grazie per voi ricordandovi nelle mie preghiere, affinché il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui; illumini gli occhi del vostro cuore per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi e qual è la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi, che crediamo, secondo l’efficacia della sua forza e del suo vigore. (Ef 1, 15-20)
Non è raro lasciarsi avvilire da orizzonti limitati, ritenere che la propria vita sia ormai definita, senza possibilità di cambiamento. Così è capitato alla Samaritana, fino a che l’incontro con Gesù è stato decisivo, lasciandole scoprire ciò che neppure era in grado di desiderare.
Quella salvezza è donata a tutti, ma tutto cambia quando la si scopre destinata anche a sé. La preghiera di Paolo in favore degli Efesini può allora essere interpretata come destinata a ciascuno, il periodo quaresimale può realmente essere l’occasione per scoprire il tesoro che è stato donato all’umanità.
Preghiamo
Ti siano gradite
le parole della mia bocca;
davanti a te i pensieri del mio cuore,
Signore, mia roccia e mio redentore.
dal Salmo 18 (19)

