Gn 13, 1b-11; Sal 118 (119), 33-40; Pv 5, 15-23; Mt 5, 31-37
Perché, figlio mio, perderti per la straniera e stringerti al petto di una sconosciuta? Poiché sono davanti agli occhi del Signore le vie dell’uomo, egli bada a tutti i suoi sentieri. L’empio è preda delle sue iniquità, è tenuto stretto dalle funi del suo peccato. Egli morirà per mancanza d’istruzione, si perderà per la sua grande stoltezza. (Pv 5, 20-21)
L’immagine usata non è certo da considerare in modo letterale, ma è l’occasione per un serio esame di sé: quante volte ciò che è sconosciuto diventa allettante, mentre ciò che si è appare soltanto noioso, estenuato dalla sua quotidianità? Potrebbe accadere così anche nella vita di fede, che spesso si nutre di un patrimonio conosciuto, di ritualità ripetute, di ciò che appare come già noto. Il cammino di quaresima può essere l’occasione per riscoprire la novità intrinseca alla Parola del Signore, allontanando la tentazione di scoprire solo in ciò che è sconosciuto – magari forme alternative di spiritualità, oppure altri quadri di valore – ciò che può dare nutrimento alla vita.
Preghiamo
Insegnami, Signore, la via dei tuoi decreti
e la custodirò sino alla fine.
Dammi intelligenza, perché io custodisca la tua legge
e la osservi con tutto il cuore.
dal Salmo 118 (119)

