Solennità di S. Carlo Borromeo

1Gv 3,13-16; Sal 22 (23); Ef 4,1b-7. 11-13; Gv 10,11-15

Non meravigliatevi, fratelli, se il mondo vi odia. Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita, perché amiamo i fratelli. Chi non ama rimane nella morte. Chiunque odia il proprio fratello è omicida, e voi sapete che nessun omicida ha più la vita eterna che dimora in lui. In questo abbiamo conosciuto l’amore, nel fatto che egli ha dato la sua vita per noi; quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli. (Gv 3,13-16)

San Carlo ha fatto diventare vita le parole di Giovanni. Egli è stato pastore conducendo le donne e gli uomini del suo tempo a Gesù, mostrando che il vangelo può essere realizzato concretamente. La sua santità si è espressa rinunciando a mantenere per sé tempo, energie, possibilità. Un’esistenza così vissuta fa risuonare la Buona Notizia in ogni tempo, consente a tanti di avvicinarsi al vangelo, pertanto chiede conto a tutti nel tempo presente. Ognuno può riconoscere la necessità di ringraziare per i testimoni che lo hanno condotto a conoscere il vangelo di Gesù e decidere di impegnarsi per fare lo stesso nei confronti di altri.

Preghiamo con il Salmo

Mi guida per il giusto cammino
a motivo del suo nome.
Anche se vado per una valle oscura,
non temo alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.

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