Gn 25, 5-6. 8-11; Sal 118 (119), 81-88; Pv 12, 17-22; Mt 6, 25-34
Figlio mio, chi dice la verità proclama la giustizia, chi testimonia il falso favorisce l’inganno. C’è chi chiacchierando è come una spada tagliente, ma la lingua dei saggi risana. Il labbro veritiero resta saldo per sempre, quello bugiardo per un istante solo. (Pv 12, 17-19)
La quaresima, orientata sul digiuno, può essere un’ottima occasione per scoprire come si possa rinunciare alle parole inutili, dette per ferire e mettere in cattiva luce le persone, o anche solo sprecate per il solo gusto di parlare, senza alcun costrutto. La Parola, tuttavia, non propone rinunce fini a sé stesse, ma è costruttiva: il vuoto creato dal digiuno è il primo spazio per edificare relazioni vitali. Così, questo brano della Scrittura che «la lingua dei saggi risana», i cristiani possono vivere il tempo di quaresima come occasione propizia per scoprire come poter trasmettere vita, offrendo parole capaci di guarire a chi ne ha bisogno, trovando tempi, modi e termini adeguate perché per loro tramite tutti possano essere raggiunti dalla Parola della vita.
Preghiamo
Per poco non mi hanno fatto sparire dalla terra,
ma io non ho abbandonato i tuoi precetti.
Secondo il tuo amore fammi vivere
e osserverò l’insegnamento della tua bocca.
dal Salmo 118 (119)

