Martedì dell'ultima settimana dell'anno liturgico

Ap 19, 11-16; Sal 95 (96); Mt 24, 45-51

In quel giorno. Vidi il cielo aperto, ed ecco un cavallo bianco; colui che lo cavalcava si chiamava Fedele e Veritiero: egli giudica e combatte con giustizia. I suoi occhi sono come una fiamma di fuoco, ha sul suo capo molti diademi; porta scritto un nome che nessuno conosce all’infuori di lui. È avvolto in un mantello intriso di sangue e il suo nome è: il Verbo di Dio. (Ap 19,11-13)

Giovanni usa molte immagini per dire chi sia Gesù, la Parola del Padre. A prima vista la descrizione di chi cavalca il cavallo bianco sembrerebbe esprimere forza e violenza. Al contrario il suo combattimento è per la giustizia, il suo mantello è intriso di sangue. Ogni cristiano può riconoscere il sangue versato da Gesù medesimo e comprendere che c’è stata solo una vittima nel combattimento che ha vissuto: lui stesso, che ha dato la vita per tutti. Di conseguenza ognuno può contemplare la vita di Gesù riconoscendola la sorgente della vita e scegliendo di seguirlo con decisione.

Preghiamo con il Salmo

Grande è il Signore e degno di ogni lode,
terribile sopra tutti gli dèi.
Tutti gli dèi dei popoli sono un nulla,
il Signore invece ha fatto i cieli.

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