Martedì della settimana della III Domenica dopo l'Epifania

Sir 44, 1; 48, 1-14; Sal 77 (78); Mc 4, 26-34

Sorse Elia profeta, come un fuoco; la sua parola bruciava come fiaccola. (Sir 48,1)

Poche parole riassumono l’esistenza di Elia come profeta: il suo ministero è tutto incentrato sulla parola, egli parla non per sé, ma per rendere attuale per il popolo la parola del Signore. Per questo motivo quella parola è equiparata a una fiaccola: illumina e consente di vedere cosa sia giusto, ma quel processo avviene in modo potente, bruciando, cioè distruggendo ciò che è inautentico.
Chi incontra la parola di un profeta, chi per mezzo suo può incontrare il Signore, non rimane inerte e tranquillo, ma è portato a cambiare radicalmente la propria vita. Così avvenne al tempo di Elia, quando neppure i re furono risparmiati dalla sua predicazione, così avviene oggi, quando per ciascuno l’incontro con il Signore significa vita piena perché illuminata e purificata dalla sua parola.

Preghiamo

Ricordavano che Dio è la loro roccia
e Dio, l’Altissimo, il loro redentore;
lo lusingavano con la loro bocca,
ma gli mentivano con la lingua:
il loro cuore non era costante verso di lui
e non erano fedeli alla sua alleanza.

Dal Salmo 77 (78)

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