Venerdì della II settimana di Avvento

Ger 3,6a; 4,1-4; Sal 26 (27); Zc 3,1-7; Mt 12,38-42

«Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro questa generazione e la condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone!» (Mt 12,42)

La generazione adultera e malvagia che Gesù ha di fronte – e che pretende un segno che costringa a credere – è condannata con forza da Gesù. Lo fa mostrando l’esempio della regina di Saba, affascinata dalla sapienza del re Salomone (1Re 10,1-10). Dopo un loro incontro esclamerà: «Era vero, dunque, quanto avevo sentito nel mio paese sul tuo conto e sulla tua sapienza! Io non credevo a quanto si diceva, finché non sono giunta qui e i miei occhi non hanno visto». La regina venuta dal Mezzogiorno evocata dall’evangelista (come pure i Niniviti convertiti dalla predicazione di Giona) condannerà nel giudizio finale chi rifiuta di riconoscere la grandezza dell’attuale momento storico. La presenza di Gesù è più grande di un profeta o di un re saggio: Egli è sapienza stessa del Padre! Questo vale anche per noi, visitati oggi dal Signore in questo Avvento pieno di speranza. Chiediamo la grazia di vedere la sapienza presente nelle nostre vite, criterio di discernimento per le scelte quotidiane.

Preghiamo

Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore.

Dal Salmo 26 (27)

 

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