Mercoledì della II settimana di Avvento

Ger 3,6a.12a.14-18; Sal 86 (87); Zc 2,5-9; Mt 12,22-32

In quel tempo fu portato a Gesù un indemoniato, cieco e muto, ed egli lo guarì, sicché il muto parlava e vedeva. Tutta la folla era sbalordita e diceva: “Che non sia costui il figlio di Davide?”. Ma i farisei, udendo questo, dissero: “Costui non scaccia i demòni se non per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni”. (Mt 12, 22-24)

I gesti di salvezza che Gesù opera ricevono interpretazioni decisamente diverse! Il brano che la liturgia ci propone segna l’apice della crisi tra Gesù e i farisei. Davanti a Gesù, al suo operato, d’ora in poi occorrerà schierarsi: «Chi non è con me, è contro di me» dice Lui stesso (v. 30). La folla, che si interroga su di Lui, è meravigliata e lo considera figlio di Davide; i farisei lo accusano di complicità con il capo dei demòni. Di Gesù si dicono cose diverse, pur vedendo lo stesso identico episodio: il miracolo di un indemoniato, cieco e muto, che ora parla e vede. Anche noi possiamo chiederci come interpretiamo i gesti di Gesù, come lo avremmo giudicato, quali resistenze avremmo posto davanti alla verità. Rispondere non è facile: occorrono il dono della sapienza e lo spirito di discernimento! Chiediamo questa grazia in questo Avvento insieme alla capacità di riconoscere e accogliere Gesù che viene a visitarci. Domandiamoci anche quali «cose gloriose» potere dire oggi di Gesù.

Preghiamo

Sui monti santi egli l’ha fondata;
il Signore ama le porte di Sion
più di tutte le dimore di Giacobbe.
Di te si dicono cose gloriose,
città di Dio!

Sal 86 (87)

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