II Domenica di Avvento

Is 51,7-12a; Sal 47 (48); Rm 15,15-21; Mt 3,1-12

«Colui che viene dopo di me è più forte di me […]; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile». (Mt 3,11-12)

In questa seconda domenica di Avvento il credente è accompagnato dalle parole di Giovanni il Battista che lo introducono a comprendere meglio la missione di Gesù e a interrogarsi sulla qualità della vita: si sta raccogliendo buon grano o si sta rastrellando paglia inutile che merita solo di finire nel fuoco? È un’alternativa molto forte che permette di prepararsi bene all’incontro con Colui che sta per venire e scoprire il senso autentico dell’esistenza. Il ventilabro del giudizio del Salvatore, separando il buon grano dalla pula, distingue tra giusti e ingiusti. Le piccole o grandi scelte che ogni giorno si è chiamati a operare, insegnano a trattenere il bene della vita e a disperdere il male. È un cammino di conversione, sapienza e discernimento che può iniziare solo se si accetta che è il Salvatore a giudicare: «E il suo giudizio sarà la croce, dove brucia ogni nostro male e ci dà la sua vita» (S. Fausti). Confidiamo nella sua giustizia e nel suo amore.

Preghiamo

O Dio, meditiamo il tuo amore dentro il tuo tempio.
Come il tuo nome, o Dio, così la tua lode si estende
sino all’estremità della terra;
di giustizia è piena la tua destra.

Dal Salmo 47 (48)

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