Martedì della settimana della VIII Domenica dopo Pentecoste

1Sam 9, 15 – 10,1; Sal 19 (20); Lc 10, 13-16

Quando furono scesi alla periferia della città, Samuele disse a Saul: «Ordina al domestico che vada avanti». E il domestico passò oltre. «Tu férmati un momento, perché ti possa comunicare la parola di Dio». Samuele prese allora l’ampolla dell’olio e gliela versò sulla testa, poi lo baciò dicendo: «Non ti ha forse unto il Signore come capo sulla sua eredità?». (1Sam 9,27-10,1)

La storia della salvezza prosegue grazie all’istituzione dei re, persone che possano guidare il popolo in quanto scelte dal Signore. Non si tratta di una scelta organizzativa, né semplicemente politica: l’unzione di Saul da parte di Samuele indica due aspetti importanti della modalità con la quale Dio interviene. Saul non si aspetta questa scelta, né riteneva di essere chiamato a un compito tanto grande; inoltre, la predilezione del Signore cade su un membro della tribù più umile, alla quale nessuno avrebbe dato importanza.
C’è sempre una distanza tra la logica con la quale l’umanità ritiene di poter costruire la storia e le scelte che invece guidano il Signore per costruire la sua storia con l’umanità.
A ciascun cristiano il compito di operare nella sua storia sapendola orientare con i criteri del Signore, che si serve di tutti, quando meno lo si attende, privilegiando sempre criteri lontani dal potere e dalla gloria.

Preghiamo

Ora so che il Signore dà vittoria al suo consacrato;
gli risponde dal suo cielo santo
con la forza vittoriosa della sua destra.
Chi fa affidamento sui carri, chi sui cavalli:
noi invochiamo il nome del Signore, nostro Dio.

dal Salmo 19 (20)

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