Sabato della settimana della VI Domenica dopo Pentecoste

Nm 1, 48-54; Sal 94 (95); Eb 7, 11-19; Gv 14, 15-23

«Quando la Dimora dovrà muoversi, i leviti la smonteranno; quando la Dimora dovrà accamparsi, i leviti la erigeranno. Se un estraneo si avvicinerà, sarà messo a morte. Gli Israeliti pianteranno le tende ognuno nel suo campo, ognuno vicino alla sua insegna, secondo le loro schiere. Ma i leviti pianteranno le tende attorno alla Dimora della Testimonianza; così la mia ira non si abbatterà sulla comunità degli Israeliti. I leviti avranno la cura della Dimora della Testimonianza». (Nm 1,51-53)

Il Signore sceglie una tribù e la destina a un compito di eccezione: essere custode della Dimora, cioè della sua presenza in mezzo al popolo.
Il Signore è presente in mezzo al suo popolo e addirittura è affidato alle cure di persone umane. Ciò che per il popolo di Israele si è concretizzato tramite la Dimora, è portato a compimento in Gesù, la presenza piena e irrevocabile di Dio nella storia di tutti.
Oggi a ciascuno e non solo a persone prescelte è affidato il compito di non trascurare quella presenza, facendo sì che tutti possano scoprire che essa riesce a trasformare il senso dato all’esistenza.

Preghiamo

Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia.

dal Salmo 94 (95)

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