Dedicazione del Duomo di Milano

Is 26, 1-2. 4. 7-8; 54, 12-14a oppure Ap 21, 9a. c-27; Sal 67 (68); 1Cor 3, 9-17; Gv 10, 22-30

In quel giorno si canterà questo canto nella terra di Giuda: «Abbiamo una città forte; mura e bastioni egli ha posto a salvezza. Aprite le porte: entri una nazione giusta, che si mantiene fedele. Confidate nel Signore sempre, perché il Signore è una roccia eterna». (Is 26,1-2)

Essere guidati dalle parole di Isaia per festeggiare il giorno della dedicazione del Duomo è l’occasione per mettere in discussione il proprio cammino comunitario. Isaia annuncia che Gerusalemme sarà la città della pace, nella quale è possibile vivere sicuri, fondando la propria esistenza sul Signore e di conseguenza stabilendo relazioni giuste.
La chiesa, concretamente presente nella storia nelle comunità come quella milanese, può dire lo stesso di sé? È davvero in grado di camminare sicura perché fondata sul Signore, fedele a lui tanto da costruire rapporti giusti, capaci di farsi tramite perché tutti possano incontrare Gesù?
A ciascuno è data la responsabilità di convertirsi per realizzare la comunità dei discepoli del Signore.

Preghiamo

Riconoscete a Dio la sua potenza,
la sua maestà sopra Israele,
la sua potenza sopra le nubi.
Terribile tu sei, o Dio, nel tuo santuario.
È lui, il Dio d’Israele, che dà forza e vigore al suo popolo.
Sia benedetto Dio!

Dal Salmo 67 (68)

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