Giovedì della settimana dopo la Dedicazione

Ap 1, 10; 3, 1-6; Sal 16 (17); Lc 10, 1b-12

«All’angelo della Chiesa che è a Sardi scrivi: “Così parla Colui che possiede i sette spiriti di Dio e le sette stelle. Conosco le tue opere; ti si crede vivo, e sei morto. Sii vigilante, rinvigorisci ciò che rimane e sta per morire, perché non ho trovato perfette le tue opere davanti al mio Dio». (Ap 3,1-2)

I cristiani sono spesso esposti al pericolo vissuto dalla Chiesa di Sardi: in virtù della manifestazione pubblica del loro credo per molti è facile ritenere che la loro fede sia viva, quando in realtà la loro vita spirituale non è autentica, il rapporto con il Signore è intorpidito e relegato a una manifestazione esteriore e abitudinaria. Ciascun battezzato condivide la vita di Gesù e quindi ha la responsabilità di lasciarla trasparire dalla sua propria esistenza, senza fare affidamento sul passato, ma operando ogni giorno per rendere attuale il dono che ha ricevuto.

Preghiamo

Il loro animo è insensibile,
le loro bocche parlano con arroganza.
Tieni saldi i miei passi sulle tue vie
e i miei piedi non vacilleranno.

Dal Salmo 16 (17)

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