Sabato della settimana della VI Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Es 40, 1-16; Sal 95 (96); Eb 8, 1-2; Gv 2, 13-22

Il Signore parlò a Mosè e gli disse: «Il primo giorno del primo mese erigerai la Dimora, la tenda del convegno. Dentro vi collocherai l’arca della Testimonianza, davanti all’arca tenderai il velo. Vi introdurrai la tavola e disporrai su di essa ciò che vi deve essere disposto; introdurrai anche il candelabro e vi preparerai sopra le sue lampade. Metterai l’altare d’oro per l’incenso davanti all’arca della Testimonianza e porrai infine la cortina all’ingresso della tenda». (Es 40,1-5)

Mosè riceve le istruzioni per erigere il santuario; il Signore, che tramite la liberazione e il cammino nel deserto ha dato compattezza al popolo, ora chiede che vi sia un luogo nel quale egli possa abitare. Il popolo rimane in vita perché il Signore cammina con lui, ciò è possibile tramite la memoria dell’alleanza, custodita tramite le tavole della legge. La sua presenza non è temporanea, ma perenne.
Anche oggi i cristiani sono costantemente chiamati in causa dalla presenza del Signore: la sua rivelazione definitiva in Gesù comporta per ogni cristiano la responsabilità di contribuire alla sua presenza nel mondo tramite le relazioni buone che sono in grado di costruire.

Preghiamo

In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie.
Grande è il Signore e degno di ogni lode,
terribile sopra tutti gli dèi.

Dal Salmo 95 (96)

 

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