VI Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Is 45, 20-24a; Sal 64 (65); Ef 2, 5c-13; Mt 20, 1-16

«Fuori di me non c’è altro dio; un dio giusto e salvatore non c’è all’infuori di me. Volgetevi a me e sarete salvi, voi tutti confini della terra, perché io sono Dio, non ce n’è altri. Lo giuro su me stesso, dalla mia bocca esce la giustizia, una parola che non torna indietro: davanti a me si piegherà ogni ginocchio, per me giurerà ogni lingua. Si dirà: “Solo nel Signore si trovano giustizia e potenza!”». (Is 45,21a-24a)

Il Signore parla in modo appassionato, invitando ogni essere umano a riconoscerlo come unico Signore. Il suo è insieme un invito, un augurio e una promessa: quando tutti gli esseri umani si rivolgeranno a lui, allora saranno veramente salvi. Non si tratta di ottenere qualcosa in cambio, ma di scoprire che il suo dono è totale, per tutti. Nella misura in cui tutti saranno rivolti al Signore, allora potranno scoprire la vita che deriva dal suo stile che rovescia ogni logica, stabilendo rapporti giusti, scoprendo che la potenza non è quella che prevarica sull’altro, ma la possibilità di donarsi totalmente.
Un invito a conoscere sempre di più il Signore per poter scoprire che è possibile vivere secondo la giustizia da lui promessa.  

Preghiamo

Per te il silenzio è lode, o Dio, in Sion,
a te si sciolgono i voti.
A te, che ascolti la preghiera,
viene ogni mortale.

Dal Salmo 64 (65)

 

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