Giovedì dell'ultima settimana dell'anno liturgico

Ap 21, 1-8; Sal 47 (48); Mt 25, 14-30

Vidi un cielo nuovo e una terra nuova: il cielo e la terra di prima infatti erano scomparsi e il mare non c’era più. E vidi anche la città santa, la Gerusalemme nuova, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. Udii allora una voce potente, che veniva dal trono e diceva: «Ecco la tenda di Dio con gli uomini! Egli abiterà con loro ed essi saranno suoi popoli ed egli sarà il Dio con loro, il loro Dio. E asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non vi sarà più la morte né lutto né lamento né affanno, perché le cose di prima sono passate». (Ap 21,1-4)

La rivelazione del Signore comporta un cambiamento radicale, non si tratta di mezze misure superficiali, ma di una novità che modifica nel profondo ogni esistenza. Ancor prima di un cambiamento dato dall’impegno degli esseri umani è un dono totalmente gratuito che viene dal Signore: un cambiamento capace di entrare in profondità nell’esistenza di ciascuno, senza annullarla. La differenza sta nell’alleanza che si attua in un legame voluto a tal punto dal Signore da farsi prossimo di ciascuno, condividendo in Gesù l’esistenza dell’uomo. Ciascuno può sentirsi raggiunto da questa Buona Notizia e di conseguenza sforzarsi per essere uno strumento che aiuta anche altri a essere raggiunto da quella promessa di felicità.

Preghiamo con il Salmo

O Dio, meditiamo il tuo amore
dentro il tuo tempio.
Come il tuo nome, o Dio,
così la tua lode si estende
sino all’estremità della terra.

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