Ap 17,3b-6a; Sal 136; Gv 14,12-15

 

Lungo i fiumi di Babilonia, là sedevamo e piangevamo ricordandoci di Sion. Ai salici di quella terra appendemmo le nostre cetre. (Sal 136)

 

La suggestiva visione del testo dell’Apocalisse ci induce a pensare di come il male sia diffuso sulla terra e lungo tutta la storia umana, ma che non avrà la vittoria. Il sangue dei martiri sarà l’alto prezzo della malvagità ma la contrasterà contrasterà alla fine del tempo.

 

Gesù non ha promesso di cancellare le conseguenze del male nel corso della storia, ma ha indicato la via per costruire il bene e consolidare la via di salvezza che Lui stesso ha tracciato. Ed è il Cristo maestro e difensore di coloro che ascoltano la sua parola e la mettono in pratica. Nel nome di Gesù possiamo ottenere grazia e ogni bene; nel suo nome possiamo compiere opere di bene e continuare la sua azione salvifica.

 

Preghiamo col Salmo

 

Chi semina nelle lacrime mieterà nella gioia.

Là ci chiedevano parole di canto

coloro che ci avevano deportato,

allegre canzoni, i nostri oppressori:

«Cantateci canti di Sion!».

Come cantare i canti del Signore

in terra straniera?

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