Venerdi 23 febbraio

Feria aliturgica

Lv 23,1.5-8; Ez 45,18-24; Lv 6,17-22; Is 63,1-3a

Il primo mese, al quattordicesimo giorno, al tramonto del sole sarà la Pasqua del Signore; il quindici dello stesso mese sarà la festa degli Azzimi in onore del Signore; per sette giorni mangerete pane senza lievito. (Lv 23,5-6)

Nei venerdì di Quaresima l’eucaristia non viene celebrata, ma si fa più ricca la mensa della Parola durante il vespro. Vengono infatti proclamate quattro letture, che insistono sul tema del sacrificio. Ciò che è stato annunciato dal Primo Testamento, si compie nella vicenda pasquale di Gesù. Oggi sia il Levitico, sia Ezechiele, ci parlano della celebrazione della Pasqua nella Prima Alleanza. Sostare su questi testi ci prepara a celebrare la Pasqua della Nuova Alleanza, cogliendo al tempo stesso la continuità e la differenza rispetto alla sua preparazione. Ora la vittima per il sacrificio non siamo più noi a offrirla a Dio. È Dio che ce la offre donandoci suo Figlio, vero agnello pasquale. Lo Spirito ci conduce così in un diverso rapporto con Dio, fondato non su ciò che dobbiamo fare per lui, ma sul dono che egli gratuitamente fa alla nostra vita.

Preghiamo

Padre, noi rimaniamo in silenzio,
stupiti per la bellezza dei tuoi doni.
Nella Pasqua di tuo Figlio
tu abolisci i sacrifici antichi.
Lui ha donato la sua vita per noi:
come non ci donerai ogni altro bene in lui?

[«Perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto?» Lc 12,57 – LO SPIRITO, MAESTRO INTERIORE –
Quaresima e Pasqua 2018 -Centro Ambrosiano]

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