Mercoledì della settimana della V domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore

2Tm 1,1-12; Sal 138 (139); Lc 20, 27-40

Per questo motivo ti ricordo di ravvivare il dono di Dio, che è in te mediante l’imposizione delle mie mani. Dio infatti non ci ha dato uno spirito di timidezza, ma di forza, di carità e di prudenza.  (2Tm 1,6-7)

Per tutti non è sufficiente avere ricevuto dal Signore dei doni, pochi o tanti che siano. In ogni caso è necessario l’intervento personale, per custodirli e adattarli al presente, facendo sì che essi non si esauriscano perché non vengono impegnati. Paolo ricorda a Timoteo – e di conseguenza a ogni cristiano – che forza, carità e prudenza possono convivere, ciascuno può vivere con sapienza queste dimensioni perché a tutti è dato di raggiungere la misura piena della propria esistenza.

Preghiamo

Io ti rendo grazie:
hai fatto di me una meraviglia stupenda;
meravigliose sono le tue opere,
le riconosce pienamente l’anima mia.

dal Salmo 138 (139)

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