VII Domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore

Is 65, 8-12; Sal 80 (81); 1Cor 9, 7-12; Mt 13, 3b-23

«Come quando si trova succo in un grappolo, si dice: “Non distruggetelo, perché qui c’è una benedizione”, così io farò per amore dei miei servi, per non distruggere ogni cosa. Io farò uscire una discendenza da Giacobbe, da Giuda un erede dei miei monti. I miei eletti ne saranno i padroni e i miei servi vi abiteranno».  (Is 65,8-9)

Il Signore custodisce la sua alleanza con l’umanità in una misura difficilmente immaginabile. Solo lui sa intuire il bene racchiuso in ogni persona e in ogni situazione, tanto da non cedere all’immediato giudizio negativo, ma amando tramite la pazienza, l’attesa, la fiducia.
Ogni cristiano può affidarsi a lui che sa vedere oltre i limiti contingenti posti dalla piccolezza del cuore e delle forze, fino a lasciarsi coinvolgere in quell’abbondanza senza misura che sola sa produrre frutto dilatando ogni possibilità.

Preghiamo

Se il mio popolo mi ascoltasse!
Se Israele camminasse per le mie vie!
Lo nutrirei con fiore di frumento,
lo sazierei con miele dalla roccia».

Dal Salmo 80 (81)

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