Martedì della settimana della X domenica dopo Pentecoste

2Cr 7, 1-10; Sal 95 (96); Lc 11, 29-30

Nel giorno ottavo ci fu una riunione solenne, essendo durata la dedicazione dell’altare sette giorni e sette giorni anche la festa. Il ventitré del settimo mese Salomone congedò il popolo, perché tornasse alle sue tende contento e con la gioia nel cuore per il bene concesso dal Signore a Davide, a Salomone e a Israele, suo popolo. (2Cr 7,9-10)

Salomone conclude i lavori di costruzione del tempio e lo dedica al Signore. Quello è un momento di festa per tutto il popolo, poiché consiste nell’atto che rende visibile l’alleanza: il Signore è presente e tutto il popolo può entrare in relazione con lui. Il tempio e il culto hanno un’importanza fondamentale, che però non consiste nel porre una separazione rispetto ai momenti ordinari della vita. Al contrario, proprio i momenti unici vissuti nel tempio consentono al popolo di tornare «con la gioia nel cuore» alla vita quotidiana. L’incontro con il Signore, momento fondamentale per la vita di ciascuno, è autentico nella misura in cui è in grado di modificare alla radice ogni momento della propria esistenza.

Preghiamo

Grande è il Signore e degno di ogni lode,
terribile sopra tutti gli dèi.
Tutti gli dèi dei popoli sono un nulla,
il Signore invece ha fatto i cieli.
Maestà e onore sono davanti a lui,
forza e splendore nel suo santuario.

Dal Salmo 95 (96)

 

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