Lunedì della settimana della VII domenica dopo Pentecoste

Gs 6, 6-17. 20; Sal 135 (136); Lc 9, 37-45

Il settimo giorno si alzarono allo spuntare dell’alba e girarono intorno alla città sette volte, secondo questo cerimoniale; soltanto in quel giorno fecero sette volte il giro intorno alla città. Alla settima volta i sacerdoti diedero fiato alle trombe e Giosuè disse al popolo: «Lanciate il grido di guerra, perché il Signore vi consegna la città». (Gs 6,15)

La conquista di Gerico non è descritta come un atto militare, ma come un momento liturgico; la caduta della città, infatti, è conseguente al giro cerimoniale fatto attorno alla città, non alla forza usata dagli israeliti. Ancora una volta la vittoria del popolo di Israele dipende dal favore del Signore nei suoi confronti, non dalla forza usata per ottenere il predominio.
Questo fatto interroga ciascuno a proposito del raggiungimento dei propri obiettivi, chiedendo di verificare se essi corrispondono solo al desiderio di affermazione, che spesso diventa supremazia sugli altri, oppure se consistono nella risposta al Signore, lasciandolo agire tramite la propria esistenza.

Preghiamo

Rendete grazie al Dio degli dèi.
Rendete grazie al Signore dei signori.
Lui solo ha compiuto grandi meraviglie.
Guidò il suo popolo nel deserto,
perché il suo amore è per sempre.

Dal Salmo 135 (136)

 

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