Venerdì della settimana della domenica che precede il Martirio di san Giovanni il Precursore

1Mac 15, 15-23a. 24; Sal 66 (67); Gv 1, 35-42

In quei giorni. Arrivarono da Roma Numènio e i suoi compagni, portando lettere per i re dei vari paesi. Esse dicevano: «Lucio, console dei Romani, al re Tolomeo, salute! Gli ambasciatori dei Giudei sono giunti a noi come nostri amici e alleati, per rinnovare l’antica amicizia e alleanza, inviati da Simone sommo sacerdote, e dal popolo dei Giudei». (1Mac 15,15-16)

L’alleanza con i romani è conclusa. Si tratta di un segno assai positivo, in quanto garantirà ai giudei la protezione nei confronti di tutti i regni che li circondano. Quell’alleanza per la quale i fratelli Maccabei hanno impiegato ogni loro energia è ora portata a termine, a indicare che la loro dedizione perché il popolo di Israele avesse la possibilità di continuare a vivere secondo la sua fede era corretta.
La Scrittura interpreta alcuni eventi storici come l’evidenza della vicinanza del Signore, essa non è attuata come un’azione magica, ma è data dal coinvolgimento e dalla perseveranza di alcuni. Proprio oggi ci si può chiedere in quale modo operare perché ciascuno possa agire in favore di tutti, per rendere presente la salvezza data dal Signore.

Preghiamo

La terra ha dato il suo frutto.
Ci benedica Dio, il nostro Dio,
ci benedica Dio e lo temano
tutti i confini della terra.

Dal Salmo 66 (67) 

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