Lunedì della settimana della VI domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore

2Tm 2,16-26; Sal 85 (86); Lc 21,5-9

Un servo del Signore non deve essere litigioso, ma mite con tutti, capace di insegnare, paziente, dolce nel rimproverare quelli che gli si mettono contro, nella speranza che Dio conceda loro di convertirsi, perché riconoscano la verità e rientrino in sé stessi, liberandosi dal laccio del diavolo, che li tiene prigionieri perché facciano la sua volontà. (2Tm 2,24-26)

Paolo dettaglia le buone qualità di chi segue il Signore. Non si tratta semplicemente di atteggiamenti positivi, che è opportuno sviluppare per vivere il legame con i fratelli. Non sono frutto della volontà, pur lodevole, di farsi prossimi: la loro radice è ancor più profonda. La mitezza e la pazienza rivelano la consapevolezza che ancor prima delle capacità personali viene il dono di grazie del Signore: chi si affida a lui sa che non tutto dipende dalla propria opera, ma sa farsi pienamente strumento a disposizione del Signore.

Preghiamo

Mostrami, Signore, la tua via,
perché nella tua verità io cammini;
tieni unito il mio cuore,
perché tema il tuo nome.
Ti loderò, Signore, mio Dio, con tutto il cuore
e darò gloria al tuo nome per sempre.

dal Salmo 85 (86)

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