Sabato della settimana della IV domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore

Dt 15, 12-18b; Sal 97 (98); Fm 1, 8-21; Mt 8, 5-15

Ma se egli ti dice: “Non voglio andarmene da te”, perché ama te e la tua casa e sta bene presso di te, allora prenderai la lesina, gli forerai l’orecchio contro la porta ed egli ti sarà schiavo per sempre.

Il segno dell’appartenenza di un servo al suo padrone è reso visibile tramite la foratura dell’orecchio. Quel segno, anche oltre le antiche istituzioni del popolo di Israele, diventa per tutti molto eloquente: il legame con il Signore non è meno forte, ma per sempre, come per coloro che scelgono di servire per tutta la vita. Inoltre, si mostra a partire dall’orecchio, la parte del corpo deputata all’ascolto: chi ascolta la Parola vi rimane legato per sempre, non perché vi è costretto come uno schiavo, ma perché riconosce che esserle fedeli è il modo adeguato per una vita autentica e giusta.

Preghiamo

Esultino insieme le montagne
davanti al Signore che viene a giudicare la terra:
giudicherà il mondo con giustizia
e i popoli con rettitudine.

dal Salmo 97 (98)

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