Sabato della settimana della I Domenica dopo la Dedicazione

Dt 26,16-19; Sal 97 (98); Rm 12,1-3; Mt 16,24-27

Mosè disse: «Tu hai sentito oggi il Signore dichiarare che egli sarà Dio per te, ma solo se tu camminerai per le sue vie e osserverai le sue leggi, i suoi comandi, le sue norme e ascolterai la sua voce». (Dt 26,17)

Quanto Dio chiede a Israele non è un pegno che contraccambi la sua alleanza, come se il suo dono avesse in realtà un prezzo.
La sua richiesta è piuttosto un dono ulteriore: solo seguendo la sua legge, istruzione per una vita autentica, capace di custodire il legame con gli altri, è possibile riconoscere la sua vicinanza. In caso contrario, chi vivesse avendo come unica norma sé stesso, chiuso nella propria realizzazione, non sarebbe più in grado di scoprire che il Signore è al suo fianco e sempre in suo favore. Quella presenza si realizza proprio tramite la presenza dei fratelli, tramite loro la voce del Signore si fa udire nella vita quotidiana.

Preghiamo

Esultino insieme le montagne
davanti al Signore che viene a giudicare la terra:
giudicherà il mondo con giustizia
e i popoli con rettitudine.

Dal Salmo 97 (98)

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