Venerdì della settimana della I Domenica dopo la Dedicazione

Ap 14, 6-13; Sal 54 (55); Mt 10, 40-42

E udii una voce dal cielo che diceva: «Scrivi: d’ora in poi, beati i morti che muoiono nel Signore. Sì – dice lo Spirito –, essi riposeranno dalle loro fatiche, perché le loro opere li seguono». (Ap 14,13)

È un messaggio di speranza quanto esprime la voce dal cielo: tutto quanto è compiuto in vita, fino al momento conclusivo, ha senso e non andrà perduto, la garanzia viene dal Signore stesso. Così conferma anche la risposta: la vita per sempre non sarà più segnata dalla fatica, ma non sarà neppure una dimensione indistinta, perché tutte le opere compiute daranno identità a ciascuno.
La parola di oggi invita a considerare ogni azione e ogni momento, riconoscendogli un senso pieno, a tal punto da considerare che il valore di ciascuno è assoluto, fino all’eternità.

Preghiamo

Porgi l’orecchio, Dio, alla mia preghiera,
non nasconderti di fronte alla mia supplica.
Dammi ascolto e rispondimi;
mi agito ansioso e sono sconvolto
dalle grida del nemico, dall’oppressione del malvagio.

Dal Salmo 54 (55)

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