Giovedì della settimana della I Domenica dopo la Dedicazione

Ap 14, 1-5; Sal 67 (68); Mt 19, 27-29

Vidi: ecco l’Agnello in piedi sul monte Sion, e insieme a lui centoquarantaquattromila persone, che recavano scritto sulla fronte il suo nome e il nome del Padre suo. (Ap 14,1)

Gli schiavi, spesso, avevano un marchio sul loro braccio, che indicava l’appartenenza al padrone. I cristiani non sono uniti al Padre come schiavi, ma il segno che li identifica è indelebile, il loro legame non è passeggero.
Il nome scritto sulla fronte si identifica con il nome di Gesù, come se ciascuno mostrasse, alla sola vista, il rimando a chi gli ha dato la vita. Proprio quell’identificazione è fonte della libertà compiuta, quella di rendere l’intera vita secondo la misura dell’amore di Cristo.

Preghiamo

I giusti invece si rallegrano,
esultano davanti a Dio e cantano di gioia.
Di giorno in giorno benedetto il Signore:
a noi Dio porta la salvezza.

Dal Salmo 67 (68)

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