Giovedì della settimana della I domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore

1Pt 2, 4-12; Sal 117 (118); Lc 16, 16-18

Carissimi, avvicinandovi a lui, pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio, quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale, per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, mediante Gesù Cristo.  (1Pt 2,4-5)

L’immagine usata da Pietro è assai efficace: una pietra dà un’idea di stabilità, quella stabilità che è assicurata e moltiplicata qualora più pietre costruiscano un edificio. Già questo basterebbe per ricordare a ogni cristiano il proprio ruolo, insostituibile, per sé e per tutti, dal momento che ciascuno è sacerdote, responsabile della fede degli altri.
Ma ciò non basta, l’immagine si rovescia: la stabilità della pietra solitamente è data dalla sua immobilità, in questo caso, invece, le pietre sono vive. C’è forza ed energia in questa immagine, l’invito ad accogliere la vita data dal Signore per non limitarsi semplicemente a trasmettere la fede come se fosse un ufficio da svolgere, ma a lasciarsi innanzitutto trasformare per restituire, con creatività e fiducia, quanto si è ricevuto.

Preghiamo

La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.

Dal Salmo 117 (118)

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