Sabato della settimana della I domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore

Dt 11, 18-24; Sal 94 (95); Ef 2, 11-18; Lc 17, 20-21

Mosè disse: «Porrete nel cuore e nell’anima queste mie parole; ve le legherete alla mano come un segno e le terrete come un pendaglio tra gli occhi; le insegnerete ai vostri figli, parlandone quando sarai seduto in casa tua e quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai».

Non c’è nulla di più importante per il popolo di Israele che le parole della legge donate dal Signore tramite Mosè, sono il segno dell’alleanza. Quell’alleanza è a fondamento della vita di ciascuno, per questo è necessario non tenerla per sé, ma tramandarla ai figli, facendone il centro di ogni giornata.
Quelle parole mettono ancora in discussione, chiedendo di verificare che cosa sia al centro delle preoccupazioni di ogni giorno e di conseguenza che cosa ci si impegna a trasmettere a chi ci circonda. Si tratta, semplicemente, della responsabilità nei confronti di sé e degli altri: solo la memoria del Signore dà vita, perché la cambia nel profondo.

Preghiamo

Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia.

Dal Salmo 94 (95)

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