Martedì dell'ultima settimana dell'anno liturgico

Ap 21, 9-14; Sal 44 (45); Mt 24, 45-51

L’angelo mi trasportò in spirito su di un monte grande e alto, e mi mostrò la città santa, Gerusalemme, che scende dal cielo, da Dio, risplendente della gloria di Dio. (Ap 21,10)

Sul monte, tipico luogo di incontro con il Signore, il veggente può vedere la città santa a partire dalla stessa prospettiva di Dio. Quella visione corrisponde a riconoscere che la città già risplende della gloria del Signore, perché deriva da lui.
Il veggente ha modo di riconoscere che il mondo non è abbandonato dal Signore, perché lui stesso ha voluto entrarci in alleanza e fare risplendere ogni essere umano della sua stessa gloria.
Quella prospettiva, già da ora, può essere quella di ciascun cristiano, chiamato al compito faticoso e affascinante di rintracciare i segni della gloria del Signore nel mondo quotidiano, per contribuire a valorizzarli sempre più.

Preghiamo

Liete parole mi sgorgano dal cuore:
io proclamo al re il mio poema.
Dio, il tuo Dio, ti ha consacrato
con olio di letizia, a preferenza dei tuoi compagni.
Alla tua destra sta la regina, in ori di Ofir.

dal Salmo 44 (45)

 

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