Lunedì della settimana della II domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore

1Pt 3, 1-7; Sal 23 (24); Lc 17, 1-3a

Il vostro ornamento non sia quello esteriore – capelli intrecciati, collane d’oro, sfoggio di vestiti – ma piuttosto, nel profondo del vostro cuore, un’anima incorruttibile, piena di mitezza e di pace: ecco ciò che è prezioso davanti a Dio.  (1Pt 3,3-4)

Lette oggi le parole di Pietro colpiscono: si rivolge alle donne parlando di sottomissione e di atteggiamenti prescritti a loro sole. Evidentemente Pietro scrive a partire dalla cultura che vive, per molti versi non più adeguata nella contemporaneità. Eppure, quelle parole sono ancora oggi lo strumento perché la Parola ci dia vita e la cambi: ciascuno può esaminare se sta costruendo un’esistenza nella quale è prioritaria l’esteriorità, oppure se la cura per sé corrisponde alla costruzione di un carattere forte, in cui l’interiorità è relazione con il Signore così profonda da essere percepibile a partire dagli atteggiamenti quotidiani.

Preghiamo

Chi potrà salire il monte del Signore?
Chi potrà stare nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non si rivolge agli idoli,
chi non giura con inganno.

Dal Salmo 23 (24)

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