Gb 1,13-21; Sal 16; 2Tm 2,6-15; Lc 17,7-10

Sforzati di presentarti davanti a Dio come un uomo degno di approvazione, un lavoratore che non ha di che vergognarsi, uno scrupoloso dispensatore della parola di verità. (2Tm 2,15)

 

Giobbe nella sventura non accusa Dio di essergli ostile, ma esprime fiducia nell’azione di giustizia di Dio e su questo fondamento accetta anche le vicende negative che lo toccano.

Anche l’apostolo Paolo, in prigione, difende la piena libertà della parola di Dio che non può mai essere incatenata o diminuita della sua forza di verità. La fiducia in Dio, nella sua giustizia e volontà di salvezza per tutti, si deve accompagnare alla consapevolezza che il disegno della salvezza non sta nelle nostre mani, ma che a noi spetta il compito di essere fedeli dispensatori della parola senza vantare pretese di nessun tipo. La salvezza è frutto di pura grazia.

Il brano evangelico insegna a non vantarsi nè accampare pretese su nessuno considerandosi servitori di giustizia e verità.

 

Preghiamo col Salmo

Io t’invoco poiché tu mi rispondi, o Dio;

tendi a me l’orecchio, ascolta le mie parole,

mostrami i prodigi della tua misericordia,

tu che salvi dai nemici chi si affida alla tua destra

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