Tt 2,11-15a; Sal 135; Lc 24,44-48

 

 

Questo devi insegnare, raccomandare e rimproverare con tutta autorità. (Tt 2,15)

 

L’insegnamento dell’apostolo Paolo al discepolo Tito è la vera linea guida della vita di ogni credente in Cristo: la grazia di Dio porta a salvezza. Un’intensa e personale relazione con il Signore è la luce che indica il cammino connotato da sobrietà e giustizia nelle scelte della vita quotidiana; da carità nei rapporti con il prossimo. Così come Gesù ha dato la sua vita per noi, così si aspetta che ognuno dei suoi discepoli viva nella fede e nella speranza di quanto egli già ha compiuto per il Regno ove ogni essere umano avrà il suo posto.

Le parole di Gesù, rivolte ai discepoli dopo la sua resurrezione, sono un’ulteriore affermazione delle veridicità di quanto accaduto al Figlio di Dio. La sua morte non è avvenuta per caso, nè come imprevisto incidente, ma tutta la Scrittura dei tempi antichi aveva preparato a tale evento salvifico che fonda il disegno divino della salvezza umana.

I discepoli e la Chiesa altro non devono predicare e testimoniare che il mistero della Pasqua, sorgente di vita nuova e di salvezza per tutti.

 

 

 

Preghiamo col Salmo

 

Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
Rendete grazie al Signore dei signori,
perché il suo amore è per sempre.
Lui solo ha compiuto grandi meraviglie,
perché il suo amore è per sempre.

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