Sabato della settimana della II Domenica dopo la Dedicazione

Dt 29, 1-17b; Sal 98 (99); Eb 8, 7-13; Mt 11, 25-27

Mosè convocò tutto Israele e disse loro: «Voi avete visto quanto il Signore ha fatto sotto i vostri occhi, nella terra d’Egitto, al faraone, a tutti i suoi ministri e a tutta la sua terra, le prove grandiose che i tuoi occhi hanno visto, i segni e i grandi prodigi. Ma fino a oggi il Signore non vi ha dato una mente per comprendere né occhi per vedere né orecchi per udire. (Dt 29,1-3)

Suona paradossale pensare che i prodigi compiuti dal Signore liberando il popolo dall’Egitto non siano compresi, ma neppure visti e uditi, come neppure fossero successi. Eppure, si tratta di un’esperienza assai comune: non è sufficiente che il Signore riempia l’umanità di doni, è necessario che ciascuno vi risponda allenando i propri sensi a riconoscere la sua presenza ; in caso contrario, tutto rimane inerte, una vita ricolma di beni può passare inosservata.
Oggi è il giorno per affinare la propria sensibilità, per imparare a riconoscere le tracce del Signore negli eventi quotidiani, così da poter lasciare sprigionare la gioia che consegue dall’aver scoperto quella presenza.

Preghiamo

Signore, nostro Dio, tu li esaudivi,
eri per loro un Dio che perdona,
pur castigando i loro peccati.
Esaltate il Signore, nostro Dio,
prostratevi davanti alla sua santa montagna,
perché santo è il Signore, nostro Dio!

Dal Salmo 98 (99)

 

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