Mercoledì della settimana della VII Domenica dopo il martirio di San Giovanni il Precursore

1Tm 5,17-22; Sal 25 (26); Lc 23,28-31

Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: “Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni che non hanno allattato”. Perché, se si tratta così il legno verde, che avverrà del legno secco?». (Lc 23,28-29.31)

Gesù, stanco, sta raggiungendo il Calvario. Luca tratteggia la scena di queste donne che molto probabilmente accompagnavano sulla via i condannati nelle ultime ore prima della loro morte. Gesù si rivolge a loro e, ricordando immagini profetiche di tragedie immense (che faranno addirittura gioire di non aver avuto figli di fronte al dolore dei piccoli), conduce a riflettere con responsabilità sul male, sull’ingiustizia, sulla violenza. La morte di Gesù («il legno verde») è tragedia, ma altrettante lacrime dovranno essere versate ogni volta che un essere umano verrà fatto oggetto di ferocia, di umiliazione, di attacco. La Chiesa missionaria coltiva uno sguardo capace di vedere la sofferenza, soprattutto la fragilità calpestata; sente e fa sentire responsabilità verso questi dolori.

Preghiamo

O Divino Spirito,
liberaci dal pragmatismo della vita quotidiana
della Chiesa,
«nel quale tutto apparentemente procede nella normalità,
mentre in realtà la fede si va logorando
e degenerando nella meschinità» (EG 83).

 

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